giovedì 12 febbraio 2009

Giro d'Europa: Tappa 18

Oggi salutiamo l'Irlanda del Nord per raggiungere la Scozia ed atterrare a Edimburgo.
Anche oggi (meteo reale), il cielo di Belfast è attraversato da un temporale e si vola in condizioni Ifr, seguendo il piano di volo: Egaa-Bel-Trn-Egph per un totale di 123,2 mn.
In attesa del nostro turno di decollo, scatto una foto al 737 della compagnia jet2.com
Alle ore 14.15 stacchiamo le ruote dalla pista 35
Mentre saliamo, possiamo notare come, in questo periodo, di neve ne è caduta tanta anche da queste parti
Sorvoliamo l'insenatura marina Belfast Lough e la città di Bangor
Un leggero vento trasversale ci accompagna nella traversata del Canale del Nord, il tratto che separa il mar di Scozia dal mar d'Irlanda
A destra il territorio denominato Galloway
Dalla parte opposta un'altra lingua di terra e l'isola di Sanda
Ci avviciniamo alla città di Prestwick che si trova nella profonda insenatura Firth of Clyde e al suo aeroporto
Nel blog di Vigilius, Luk@ aveva chiesto informazioni sull'atterraggio strumentale. Lungi da me l'idea di voler insegnare qualcosa in merito (per questo vi rimando al magnifico forum di Volovirtuale), vi illustro semplicemente come faccio io. Anzi, l'occasione è buona per chiunque voglia correggere queste note e dare i consigli più corretti. Mentre descriverò le fasi del volo, inserirò gli screenshot relativi (utilizzando per chiarezza il pannello 2D). Aggiungo che sto utilizzando il gps e l'autopilota come ausilii alla navigazione.
L'Atc comunica la rotta e l'avvicinamento Ils per pista 24. Come prima cosa, prendo nota della frequenza Ils 108,90 per pista 24 che trovo sulla mappa di FS, o sulla carta dell'aeroporto, o nella pagina Waypoint > Airport Frequency del Gps
Ci addentriamo in terra scozzese, in un susseguirsi di pianure, colline e laghi
Edimburgo si avvicina
Alla nostra destra, i monti Lammermuir leggermente innevati
Edimburgo si trova in una profonda insenatura denominata Firth of Forth. La città sorge su una serie di colline e, a chiunque la veda per la prima volta, appare talmente bella che si è guadagnata nel tempo l'appellativo di Atene del nord. Le parti storiche della città (Old e New Towns) nel 1995 sono state dichiarate Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO
L'Atc ci ordina di scendere dai 5.000 ai 2.200 piedi e di virare a sinistra per prua 335
Scendiamo di quota con la visibilità che diminuisce. L'Atc ci dà la nuova rotta 275 e ci autorizza all'avvicinamento Ils per pista 24, quota 2.100 fino a stabilizzarsi sul localizzatore.
A questo punto io agisco così (ribadisco che sono pronto a qualsiasi critica e correzione).
Inserisco la frequenza Ils sulla radio Nav1 e premo il pulsante APR sull'autopilota
Dopo qualche miglio, l'Atc ci dà il via per effettuare l'avvicinamento diretto per pista 24.
Davanti il muso del 260, l'isola di May
Mentre configuriamo l'aereo per l'atterraggio (potenza, flap, carrello), l'aereo vira per allinearsi alla pista 24
L'autopilota ora mostra la scritta GS (glideslope) che indica l'aggancio per il corretto sentiero di discesa
Arriva l'autorizzazione all'atterraggio e come si puo' vedere dagli strumenti, l'allineamento è corretto e l'aereo sta scendendo
La sequenza d'atterraggio
Ad un centinaio di piedi stacco l'autopilota e atterro, dopo quasi un'ora di volo.
Mentre mi dirigo al parcheggio, noto uno strano effetto: mentre avanzo le texure dell'asfalto vengono sostituite dall'erba (ho installato lo scenario demo di Edimburgo di UK2000). Nella foto si intravede l'effetto.

Prima di salutarvi, come al solito, la ricetta locale. Sarà che non sono mai stato una buona forchetta o che non sarò mai un "braveheart" ma io l'Haggis, il piatto nazionale scozzese per eccellenza, a base di polmoni, cuore e fegato di pecora tritati fini, mescolati a farina d’avena e cipolla e bolliti nello stomaco dell’animale, non lo mangerò mai! Al suo posto un ottimo salmone scozzese affumicato alle erbe.

Un saluto dalla splendida Edimburgo

martedì 10 febbraio 2009

Giro d'Europa: Tappa 17

Oggi (meteo reale del 9 febbraio) si vola da Dublino a Belfast: una tappa breve che si rivelerà difficile, per il forte vento, e amara per un ricordo che, sepolto nella mia memoria, è riapparso leggendo qualche nota riguardante la guerra civile nell'Ulster.
Un Natale di tanti anni fa, la famiglia riunita intorno alla tavola imbandita, si ascoltava al telegiornale l'inviato Paolo Frajese intervistare un bambino che, con uno sguardo infinitamente triste, dichiarava la sua passione per il Manchester United. Alle sue spalle venivano inquadrate macerie e i posti di blocco delle truppe inglesi che facevano intuire, anche ad un bambino come me, quanto fosse difficile la vita in quelle strade e la differenza tra il suo Natale e il mio. Purtroppo, molti altri conflitti si sono susseguiti e i bambini sono sempre le prime vittime innocenti.

Il piano di volo Ifr collega direttamente i due aeroporti (Eidw-Egaa) per una distanza di 72,6 mn.
Con il nostro SF260 ci dirigiamo verso la pista 34, seguendo una fila di liners
La differenza di stazza con il 737 della Ryanair è notevole!
Alle 12.15 lasciamo una nuvolosa Dublino
La visibilità è ridotta e possiamo intravedere alle nostre spalle un tratto di costa a nord della baia di Dublino
A sinistra scorre il Boyne nei pressi della città di Drogheda
Le raffiche di vento spazzano le nubi e ci presentano un panorama innevato
Mentre iniziamo la discesa verso l'aeroporto Aldergrove, l'Atc ci comunica un avvicinamento visuale per pista 35. Poiché dall'Atis giungono notizie di temporali sulla zona d'arrivo, mi stupisco che non ci venga consentito l'atterraggio sulle piste 17 o 25 che dispongono dell'Ils. Dipenderà dal vento?
In lontananza il lago Lough Erne
Mentre proseguiamo la discesa, le condizioni atmosferiche peggiorano e veniamo sballottati a lungo. A sinistra il lago Lough Neagh.
Un'antica leggenda irlandese narra che questo lago sia stato formato dal gigante Fionn Mac Cumhaill, che avrebbe preso un grosso pezzo di terreno per lanciarlo al suo rivale in Scozia. Nel sollevare la quantità enorme di terra, si sarebbe formato il lago, mentre, per un lancio sbagliato del gigante, il terreno caduto nel Mare d'Irlanda avrebbe creato l'Isola di Man.
Ecco la sequenza dell'atterraggio che mi ha impegnato molto
Dopo 30 minuti di volo, eccoci a Belfast
La ricetta locale è l'Ulster Fry, una prima colazione che spesso viene servita anche a pranzo o a cena.

Un saluto dall'Irlanda del Nord.

venerdì 6 febbraio 2009

Giro d'Europa: Tappa 16

A causa delle pessime condizioni atmosferiche, ho deciso di fermarmi a Liverpool, finché il tempo non migliorasse. A sorpresa oggi (meteo reale del 4 febbraio) il tempo e' buono e così posso effettuare la traversata del mar d'Irlanda e arrivare a Dublino.
Il piano di volo Vfr è il seguente: Eggp-Wal-Vyl-Eidw per un totale di 124,1 mn.
Lasciamo Liverpool poco dopo le 10 del mattino decollando dalla pista 27
Sorvoliamo il braccio di mare che bagna la città
In salita troviamo un vento trasversale piuttosto teso, come si può notare dalla forma delle nubi
Una volta stabilizzati in crociera, procediamo lungo la baia di Liverpool
Lo stretto di Menai e la baia di Beaumaries
L'isola di Anglesey
A sinistra la baia di Caernarvon e la penisola Lleyn
L'aeroporto militare di Mona
Iniziamo la traversata del mar d'Irlanda con il vento che si fa più intenso
Ci avviciniamo alla costa e distinguiamo la baia di Dublino e l'isola Lambay
Siamo autorizzati per un atterraggio visuale sulla pista 10 e ci immettiamo nel braccio di sottovento
Il vento laterale mi impegna più del previsto e manco la foto del finale. Atterro all'aeroporto internazionale di Dublino dopo 56 minuti
Come sempre, quando è possibile, aggiungo qualche scatto degli aerei presenti e dello scenario freeware installato

Con una fetta di Porter cake e una tazza di Irish coffee, vi saluto dalla terra di James Joyce